Vaccinazioni obbligatorie nei bambini: come funzionano?

Vaccini obbligatori bambini

E’ ampio il dibattito in merito alle vaccinazioni e serve un pò di chiarezza per capire il funzionamento dei vaccini, cosa prevede il Ministero della Salute e come comportarsi con le obbligatorietà.

I vaccini vengono somministrati, per via orale o parentale, con l’obiettivo di immunizzare il bambini nei confronti di alcune categorie di microrganismi. Sono gli anticorpi a generare una risposta immunitaria una volta entrati a contatto con il preparato medico.

L’obiettivo delle vaccinazioni è quello di prevenire l’arrivo di alcune malattie che potrebbero generare conseguenze gravi nel paziente, in casi rari mortali. Soprattutto, l’obiettivo è quello di evitare l’insorgere di tali malattie in età adulta quando tendono a manifestarsi con maggiore violenza rispetto all’età pediatrica.

In Italia i vaccini, se resi obbligatori, rientrano nel servizio sanitario nazionale e vengono messi a disposizione delle famiglie gratuitamente. In altri casi, il Ministero si riserva la possibilità di consigliare la vaccinazione pur non rendendola obbligatoria.

Per verificare l’obbligatorietà del vaccino e i tempi da rispettare, il Ministero della Salute mette a disposizione un calendario vaccinale con il quale comunica i vaccini obbligatori e le tempestive da rispettare.

Vaccini si o vaccini no? Quali sono gli effetti collaterali.

Sostanzialmente non sono rilevate controindicazioni letali anche se i casi di cronaca riportano episodi sconcertanti. In linea generale, però, gli effetti collaterali si limitano a delle reazioni cutanee quali gonfiore, lieve dolore o rossore e possibilità di febbre entro le 72 ore successive la somministrazione. Solitamente, il bambino viene trattenuto in ambulatorio per i minuti successivi alla vaccinazione per scongiurare shock anafilattici o reazioni impreviste. Alcuni degli effetti rari, come le convulsioni, sono molto più frequenti con l’insorgere della malattia piuttosto che con il vaccino stesso.

I vaccini possono comportare allergie o malattie gravi?

Speso si ricollega alla vaccinazione la comparsa di malattie molto gravi quali autismo, sclerosi multipla e Sids (Sudden infant death syndrome, sindrome della morte in culla). Le ricerche condotte negli ultimi anni smentiscono questi dati così come viene riportato nella Guida alla controindicazioni alle vaccinazioni pubblicata dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità sul loro portale EpiCentro.

Spesso, infatti, viene messo sotto inchiesta il Tiomersale, un composto contenente mercurio utilizzato come conservante. Nonostante non ci siano prove circa i rischi comportati da tale composto organico, in Italia non vengono somministrati vaccini che contengano tiomersale.

Vaccinazioni obbligatorie bambini

Meglio vaccinarsi o contrarre le malattie infettive?

E’ vero, per secoli non ci siamo vaccinati e abbiamo affrontato con calma e sangue freddo il temibile morbillo che ci ha costretti a casa per due settimane. Siamo sopravvissuti però!

Vero, ma è bene analizzare le statistiche presentate in merito alle possibili conseguenze delle malattie infettive:

  • il morbillo può condurre alla polmonite un caso su 20 e encefaliti un caso su 2000;
  • gli orecchioni possono dare encefaliti un caso su 3000 e sordità totale un caso su 20.000;
  • la rosolia in gravidanza può portare ad aborto spontaneo e morte intrauterina.

I vaccini possono essere causa di autismo?

A quanto pare si tratta solo di una diceria generata da uno studio condotto dal Dott. Andrew Wakefield e pubblicato sulla rivista scientifica “The Lancet” nel 1998. Secondo questa ricerca, erano stati individuati dei collegamenti tra la vaccinazione trivalente e l’autismo.

Qualche anno fa, però, il Sunday Times ha pubblicato e smentito questa frode scientifica che sembra essersi generati a causa dei rapporti che intercorrevano tra il ricercatore inglese e l’avvocato Richard Barr che conduceva una class action milionaria per conto di famiglie che sostenevano di aver vaccinato i propri figli ai quali era stato poi diagnosticato l’autismo.

L’inchiesta del Sunday Times ha condotto alla radiazione dall’ordine dei medici del Dott. Wakefield e ad una smentita ufficiale, nel 2010, della rivista scientifica “The Lancet”.

In rete continuano ad essere disponibili diversi contenuti che sostengono il contrario, generando paure ed ansia.

Recenti considerazioni hanno individuato altri nessi causali:

  • Una conoscenza più dettagliata dell’autismo che porta ad una diagnosi più rapida e precisa;
  • La concomitanza temporale tra il calendario delle vaccinazioni e il periodo del bambino durante il quale diventa possibile diagnosticare la patologia.

Non è questa la sede per affermare con assoluta certezza quale sia la cosa giusta da fare ne abbiamo la presunzione di “dare consigli”. L’obiettivo di questo articolo è fornire indicazioni che possono aiutarci a gestire nel miglior modo possibile l’argomento vaccinazioni.

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