Allergie stagionali: i sintomi, la prevenzione e i rimedi naturali

Donna con allergia ai pollini

Che sia ai pollini, agli acari o alle muffe, l’allergia stagionale comporta sempre disagio ripercuotendosi sul riposo e sullo svolgimento della vita quotidiana. Alcune piante possono però venirci in soccorso come rimedi naturali antiallergici. 

Cominciamo definendo la parola allergia: si tratta di una “risposta esagerata” che il nostro sistema immunitario mette in atto in presenza di una sostanza esterna che, nei soggetti sani, risulta completamente innocua mentre, nel paziente allergico, assume le vesti di un allergene dannoso per le mucose nasali, per i bronchi e per l’apparato cutaneo.

Capire la causa della risposta allergica non è semplice in quanto sono state individuate più di 3500 piante che causano oltre 20 tipi di reazioni allergiche diverse.

I sintomi sono pressoché simili e vanno dagli starnuti continui agli occhi rossi, dal prurito nasale al naso chiuso, fino ad arrivare alla difficoltà respiratoria, al prurito al palato, agli occhi e alle orecchie.

Spesso si parla di allergia primaverile ma, in realtà, questa espressione è oramai scorretta in quanto i cambiamenti climatici, che hanno portato ad avere degli inverni molto miti e delle estati piovose, hanno modificato anche il ciclo vitale delle piante al punto di influenzare l’impollinazione allungandone il tempo di fioritura e spostando il periodo allergico a diversi mesi durante l’anno. Per esempio, basta pensare ai dicembre miti che favoriscono di già l’arrivo dei primi fiori sulla Mimosa (pianta tipicamente primaverile e non a caso scelta per la festa della donna) con i conseguenti febbraio nevosi e caratterizzati da temperature gelide. Questo porta la pianta ad impollinare, fiorire, perdere la fioritura e ricominciare daccapo ad aprile.

Come diagnosticare le allergie tramite i test specifici.

Molte allergie si manifestano con sintomatologia simile ed è pertanto necessario sottoporsi a dei test precisi per capire qual’è allergene che scatena la reazione del nostro sistema immunitario evitando di assumere precauzioni o farmaci del tutto inefficaci.

  • Test di provocazione: caratterizzato dall’applicazione diretta a livello oculare, nasale o bronchiale dell’allergene;
  • Patch Test: caratterizzato dall’applicazione di cerotti imbibiti con agenti allergizzanti. La pelle risponde con un ponfo, simile alla puntura di una zanzare, solo nel caso in cui l’allergene risulti scomodo per l’organismo;
  • Prick Test: si effettua perforando la cute con un ago nella zona di applicazione della soluzione allergizzante, se in circa venti minuti si ha una reazione cutanea accompagnata da una sensazione di calore si attesta l’allergia;
  • Prist Test – Rast Test: prevedono il dosaggio specifico e aspecifico degli anticorpi responsabili delle allergie nel sangue;
  • Prick by Prick: si effettua impiegando l’estratto allergizzante direttamente all’interno di un cibo.

E’ comunque sempre buona abitudine farsi seguire durante questa fase esplorativa da un allergologo o da un centro specializzato nello studio delle allergie.

Allergia ai pollini o pollinosi versus rinite allergica o raffreddore da fieno

Si tratta di una reazione di ipersensibilità del nostra sistema immunitario ed è causata dall’inalazione dei granuli pollinici prodotti dalle piante. Vengono chiamate anche pollinosi proprio perché si manifestano nel periodo specifico dell’anno caratterizzato dall’impollinazione. I principali sintomi sono a carico dell’apparto respiratorio.

Spesso si fa confusione con la rinite allergica, comunemente chiamata raffreddore da fieno, la quale, invece, rappresenta una reazione infiammatoria che interessa tutte le prime vie aeree e ne sono responsabili in modo particolare le graminacee, le urticacee e le betulacee.

Diversa è la rinite allergica cronica che, invece, non caratterizza un periodo preciso dell’anno bensì l’anno intero in quanto può essere causata dal contatto quotidiano con acari della polvere, parlo di cani e gatti, muffa o sostanze chimiche.

Polline

Allergia alle muffe

La reazione allergica alle muffe è causata dalle spore con le quali i funghi si riproducono e causano una reazione con sintomo preciso: grossa difficoltà respiratoria.

Si tratta di una forma di allergia che si manifesta in modo particolare nella stagione estiva e in quella autunnale quando il clima è più caldo e umido. Le particelle allergizzanti delle muffe hanno delle dimensioni ridotte rispetto a quelle dei pollini e questo consente al vento di trasportarle ancora più facilmente tanto da essere disperse sostanzialmente per tutto l’anno.

Allergia agli acari della polvere

Si tratta della forma di allergia maggiormente diffusa ed è causata da un artropode di piccolissime dimensioni (Dermatophagoides pteronissinus e farinae) diffuso nell’ambiente e in grado di generare una forte reazione allergica.

Inoltre, è proprio la sensibilizzazione verso gli allergeni dell’acaro a rappresentare un alto fattore di rischio era il sopraggiungere dell’asma.

Ovviamente, la principale forma di prevenzione è la pulizia!

I rimedi naturali per le allergie  

Cominciamo con la Scutellaria, nota per la sua attività antistaminica, che rilassa la muscolatura bronchiale e grazie ai flavonoidi svolge un’azione antinfiammatoria che la rende utile per i processi infiammatori su base allergica. La Perilla, invece, gode di proprietà antireattive che portano alla riduzione della flogosi allergica. Anche i Fiori di Cappero vengono impiegati nel trattamento delle reazioni allergiche in quanto contribuiscono al ripristino della normale funzionalità delle prime vie respiratorie. Continuando, il Ribes nero che favorisce l’integrità e la funzionalità delle membrane cellulari e delle mucose grazie ad una forte azione antiallergica. Anche la Moringa oleifera si rende utile durante le allergie stagionali svolgendo una spiccata azione antiossidante e riequilibrante delle alterazioni tipiche degli stati allergici. Durante una fase allergica è bene anche integrare con il Manganese, minerale antiossidante che aiuta a proteggere le cellule dallo stress ossidativo.

Le allergie stagionali nei bambini 

Quando si è soggetti ad alterazioni allergiche stagionali, lo si può essere fin dalla nascita. Ovviamente nel bambino è più difficile distinguere una reazione allergica da un raffreddore tradizionale ma, come riferimento, si può tenere in considerazione che un classico raffreddore si esaurisce in circa 5/7 giorni.

In Italia circa 18 milioni di persone soffrono di allergie e 1,2 milioni sono bambini i quali subiscono una riduzione del rendimento scolastico a causa delle difficoltà nel dormire e un abbassamento dei livelli di concentrazione.

Alcuni medici specializzati dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma hanno fornito una serie di indicazioni utili per gestire al meglio il periodo della manifestazione allergica nel bambino. Pur essendo sempre consigliata la vita all’aria aperta, è bene limitarla nel periodo dell’allergia preferendo il sottobosco alla campagna e prediligendo il mare e la montagna per trascorrere le vacanze. E’ bene evitare di stare a contatto con chi sta tagliando l’erba, tenere i finestrini chiusi durante i tragitti in auto e cambiare tutti i vestitini al ritorno a casa.

Spesso i medici consigliano anche dei vaccini preventivi basati sulla tecnica dell’iposensibilizzazione specifica ovvero nella somministrazione di allergeni nel tempo in modo da abituare il bambino alla sua presenza. Ovviamente, è sempre bene integrare la dieta del bambino con rimedi naturali e oligoelementi che possano prevenire l’infiammazione delle mucose.

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