Serra di moringa

COME SI COLTIVA

La Moringa oleifera (Lam., 1785) è una Moringaceae, ovvero una famiglia di piante arboree tropicali e subtropicali definite Brassicales (classificazione APG) diffuse in tutta la fascia tropicale ed equatoriale della terra. Il genere Moringa ha oltre 13 specie note classificate in aree diverse del mondo: la concanensis in India, la ovalifolia in Namibia e Angola, la drouhardii e la hildebrandtii in Madagascar, la peregrina tipica dell’Arabia, dell’area limitrofa al Mar Rosso e del Corno d’Africa, la arborea, la borziana, la longituba, la pigmaea, la rivae, la ruspoliana e la stenopetala in Somalia, Kenya ed Etiopia e l’oleifera tipica della fascia equatoriale dall’India all’area caraibica.

La Moringa vanta oltre 400 nomi popolari che cambiano da popolo in popolo e che possono essere, in molti casi, riconducibili a leggende e credenze popolari. Nel Malabar, regione sud-occidentale della penisola indiana, viene chiamata “moringo”, in Senegal porta il nome “nebedai” dall’inglese “neverdie”, ovvero che con questa pianta non si muore mai, in cingalese si chiama “murunga” e “murungai” in tamil.

La Moringa è una pianta sempreverde con chioma ombrelliforme, che può arrivare a 7/10 metri di altezza, ma anche oltre se coltivata in condizioni ottimali. Le foglie composte da foglioline ovali pennate, opposte, impari, crescono alla punta dei rami e l’area inferiore ha una colorazione verde più chiara rispetto alla superiore. I meravigliosi fiori della Moringa hanno petali bianchi, molto profumati, macchiati di giallo alla base e formano delle pannocchie ascellari. Mentre i frutti sono dei grandi baccelli lunghi dai 20 ai 60 cm ognuno contenente dai 12 ai 35 semi caratterizzati da un involucro semipermeabile marrone, con tre ali bianche a 120° che aiutano nella disseminazione.

Nella coltivazione agro-forestale, la Moringa si taglia ogni anno a 1/2mt di altezza circa e la raccolta viene effettuata a mano, con falce e coltello.

I primi raccolti si hanno dopo 6/8 mesi dalla semina con una produzione per pianta di circa 400/500 frutti, un albero particolarmente produttivo può arrivare a 1000 fiori, ciò richiede un’ottima gestione dell’irrigazione e la fertilizzazione naturale del terreno. Si tratta di una produzione che si attesta intorno alle 31 tonnellate per ettaro. Considerando un ettaro di terreno, la produzione dell’olio è di circa 250lt con una differenziazione tra la stagione secca e la stagione delle piogge.

Le foglie rappresentano la parte della pianta più utilizzata e ciò permette massicce produzioni vista l’ampiezza e la diffusione del fogliame.

Condizioni di crescita:

  • Altitudine in condizioni ottimali: 100mt/700mt
  • Temperatura media annua: 22°/25°
  • Precipitazione medie annue: 700/900
  • Terreno: Terre rosse argillose, sabbiose e ben drenate

L’area di coltivazione è fondamentale ai fini della qualità della Moringa oleifera che si ottiene trattandosi di una pianta “chelante”, ovvero una pianta che riesce a trattenere tutto quello che dal terreno cattura. Questo vuol dire che, la Moringa prodotta in zone del mondo fortemente inquinate o che hanno subito condizioni chimiche particolari, è una materia prima carica di agenti che vanno ben oltre il concetto di dannosi. Per esempio, il Gange è tra i dieci fiumi più inquinati al mondo, al punto da essere definito non potabile e non balneabile pur essendo sacro per milioni di induisti. La Moringa che cresce rigogliosa in India, assorbe inevitabilmente quelli che sono i patogeni presenti in quell’area e sono gli stessi patogeni che, attraverso il consumo della pianta, assumiamo anche noi. Altrettanto pericolosa è la materia prima prodotta in Giappone in quanto, le radiazioni prodotte dalle bombe atomiche, pur essendo passati oltre cinquant’anni, sono ancora ben presenti nei terreni e nelle falde acquifere, danneggiando profondamente la produzione agricola.

La Moringa oleifera ama il sole ed il caldo e prospera in condizioni asciutte, non tollerando particolarmente le temperature fredde, il gelo e la neve.

Il vero nemico è il fuoco, è bene quindi evitare piantagioni in zone soggette ad incendi. Il suo tronco è, infatti, poco resistente e spugnoso al punto che il fuoco danneggia la pianta in maniera irreversibile. Questo è l’unico fattore negativo in quanto, la Moringa oleifera, risponde anche molto bene a malattie e parassiti al punto di essere utilizzata come repellenti anche per altre colture.

La produzione in Italia è possibile in alcune regioni del sud, come ad esempio la Sicilia e la Sardegna, proprio per la loro posizione favorevole ad un clima mite per tutta la durata dell’anno. La Moringa, pur essendo molto resistente, non supera gelate e temperatura molto al di sotto dello 0°. Una tecnica utilizzabile è quella indoor che prevede la piantumazione dei semi in vaso per poi alloggiarli in serra, fuori terra.

Tutta la produzione ViviMoringa avviene in Repubblica Dominicana e si estende per oltre 50 ettari. Il magnifico sole dominicano e le temperature caraibiche permettono alla piante di crescere rigogliosa e in maniera completamente naturale. All’interno delle nostre fincas, infatti, utilizziamo solo sterco naturale per riequilibrare il terreno dando vita ad una materia prima certificata Ceres “agricoltura 100% organica”. Stiamo anche gestendo una coltura pilota in Sicilia, con l’obiettivo di produrre una Moringa totalmente italiana attuando i nostri modelli e la nostra esperienza.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori Informazioni

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close